Centro Studi Europeo Pasca | Le due colonne di Brindisi
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Le due colonne di Brindisi

Le due colonne di Brindisi

Sopra la collina prospiciente l’imboccatura del porto, sulla quale sorge la città, furono erette dai Romani due colonne che, per chi veniva dal mare, si presentavano gigantesche ed enormi.Assunte da sempre a simbolo della città, sulle loroorigini sono state fatte varie ipotesi.

Per molti si tratta di un monumento fatto innalzarenel 110 a.C. dall’imperatore Traiano, per celebrarecol potenziamento del porto, il prolungamento della via Appia da Benevento a Brindisi, strada che fu detta Traiana.Per alcuni è un monumento eretto in onore di Ercole, dio dalla forza proverbiale e dal quale la città Brindisi si vantava di trarre origine.

Per altri, innalzare queste due colonne al punto dove la strada usciva sul mare, era fare allusione alle leggendarie Colonne d’Ercole situate sull’attuale stretto di Gibilterra e che indicavano la fine del mondo allora sconosciuto. Per altri ancora, le colonne sarebbero state volute dai Romani per premiare la lealtà dei Brindisini che, nel 214 a.C. non si erano arresi ad Annibale oppure a testimonianza del valido aiuto fornito a Silla, a Cesare ad Ottaviano in occasione della guerre civili che li videro vincitori su Mario, Pompeo, Marco Antonio.Un’ altra ipotesi attribuisce alle colonne la funzione di faro: tra un capitello e l’altro fu posta una robusta traversa di bronzo con un fanale dorato al centro, per dare ai naviganti un punto di riferimento e la possibilità di trovare riparo dalle tempeste per le quali era famoso l’Adriatico. Purtroppo, nel 1528 una delle due colonne crollò e uno dei pezzi che la componevano, rimase trasversalmente sulla base, come oggi ancora si vede. La colonna superstite è alta circa 20 metri. Il capitello, alto circa mt. 1,85 ha la parte inferiore decorata con foglie di acanto; la parte superiore, adornata con quattro cop- pie di tritoni poste agli spigoli e con quattro busti di deità che reggono l’abaco, è alta mt. 1,05; il pulvino che sta sopra il capitello ha tre ordini di fregi. I resti della colonna crollata invece, furono riutilizzati a Lecce nella colonna innalzata a Sant’ Oronzo che aveva preservato il Salento dalla peste, scoppiata nel 1656