Centro Studi Europeo Pasca | La Tavola Rotonda
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La Tavola Rotonda

La Tavola Rotonda

Robert de Boron inserisce il celebre tema della Tavola Rotonda, motivo già presente nel testo francese di Robert Wace, il Roman de Brut, libera interpretazione della Historia di Monmouth composta alla corte inglese intorno al 1255. In questo racconto la Tavola Rotonda era un tavolo al quale potevano sedersi tutti i cavalieri in modo egualitario, senza dispute o contese dovute a privilegi. Nella versione di Boron, la Tavola Rotonda era disegnata secondo il modello della tavola dell’Ultima cena, e intorno a essa dovevano sedersi i cavalieri più nobili e valorosi. Vi era un unico posto a sedere vuoto, il cosiddetto Seggio Pericoloso riservato all’Eletto, il paladino del Graal: in alcuni romanzi si tratta di Perceval, in altri di Galahad, figlio del celebre Lancillotto.

Merlino, che in precedenza era solo il profeta delle vittorie future dell’esercito bretone, qui diviene il protettore dei cavalieri erranti. Risulta evidente che il romanziere riprese, reinterpretandoli alla luce della simbologia cristiana, motivi di una tradizione precedente. Nel romanzo di Robert de Boron, come nelle sue imitazioni e prosecuzioni, Merlino svolge un ruolo fondamentale nelle imprese dei cavalieri, che protegge e guida con i suoi poteri magici.

Al fianco di re Artù, favorisce con i suoi sortilegi le vittorie militari e salva Logres, il regno del fasto e della giustizia governato da Artù. Boron offre anche una reinterpretazione trascendente della nascita di Merlino che, anche se figlio di un occulto e scaltro demonio, combatte schierandosi a difesa della virtù cristiana. Il piano diabolico di chi lo ha generato.